Storie di latte

L’allattamento e’ un argomento che mi sta molto a cuore. Il mio quinto bambino e’ ancora felicemente allattato a 26 mesi. E’ la prima volta che riesco ad allattare. Si, LA PRIMA VOLTA CHE ALLATTO PER PIU’ DI POCHE SETTIMANE !! Fino a prima della nascita di James non aver mai realmente allattato era per me un grandissimo dolore. Gia’ i parti non erano stati fantastici e poi anche gli allattamenti falliti. Non il massimo per l’autostima di una (allora) giovane mamma. E poi, come per ”magia” tutti i problemi, le difficolta’, la mancanza di latte e la sua scarsa qualita’ sono scomparsi, ed il mio latte c’e’, abbondante, nutriente e facilmente disponibile.

Spero che la mia esperienza possa aiutare, incoraggiare o donare speranza ad altre donne, altre mamme, che altro non sono che amiche che ancora non conosco 🙂

Essendo una storia lunga ben 14 anni la dividero’in diverse parti, penso quattro o cinque.

Ma adesso torniamo indietro nel tempo, a 14 anni fa, quando un giovane studentessa universitaria di 24 anni stava per avere la sua prima bambina.

” La nascita di una mamma, ovvero i consigli da non dare ”

All’epoca ero una brava studentessa universitaria, studiando in area medica ero convinta che i medici avessero la verita’ in tasca sempre. Non mi passava per la mente che interessi economici potessero influenzare cio’ che dicevano o in un certo senso imponevano ai propri pazienti. A pensarci ero sicuramente ingenua, ma anche piena di fervore per cio’ che facevo, l’amore che animava me lo vedevo negli altri.

All’avvicinarsi del parto nell’ospedale che (purtroppo) avevo scelto mi viene data la lista di cose da portare. Accanto a vestiti e vestitini nella lista c’erano anche ciuccio e biberon. Ed io da brava pecorella ho subito introiettato l’idea implicita che se persino per due o tre giorni di ospedale c’era bisogno del biberon allora era quasi scontato che non avrei potuto allattare ( inoltre ne’ mia madre ne’ mia nonna avevano allattato …. ) cosi io e il mio giovane marito ci munimmo subito di un set completo di biberon di tutte le misure, sterilizzatore (!!!!) e succhiotti di ogni tipo.

Nata la mia bimba vengo dimessa con un libretto dove mi veniva spiegato come occuparsi della neonata una volta a casa, di nuovo bel colpo all’autostima, sono cosi’ incapace che ho bisogno di un vademecum passo passo per non farle del male, non affamarla e non vizirla (!!!! adesso mi arrabbio solo a ripensarci, come ho potuto essere cosi’ sciocca, cosi’ remissiva … povera giovane me !! )

Sul libercolo erano riportati gli orari rigidi a cui dovevo allattare la bambina, con le quantita’ di latte che doveva prendere e la MARCA del latte in polvere con cui darle l’aggiunta.  Si perche’ ad ogni poppata ( che non doveva durare per piu’ di 5-10 minuti per ogni seno !!!!! Aaargh ! Come mi vergogno di aver creduto a queste cose, e chissa’ quante altre giovani donne hanno percorso la stessa triste strada ) dovevo pesare la bimba, allattarla per 10-20 minuti in tutto, pesarla di nuovo ( avete presente, staccare un bambino che vuole poppare e provarlo a pesare mentre piange disperato e tu sei piu’ disperata di lui ) fare i dovuti conti e darle l’aggiunta.

Un incubo. Giuro un incubo. Anche perche’ ovviamente dopo questa poppata la povera creatura avrebbe dovuto addormentarsi nella sua carrozzina, e invece piangeva e a me nella testa rimbombavano le raccomandazioni di non tenerla troppo in braccio, quando io avrei voluto solo stringerla e coccolarla. Insomma dopo tre mesi di inferno la pediatra decreto’ che ovviamente non avevo latte a sufficienza e che questo inutile provare e riprovare esauriva me e sicuramente era inutile per la bimba. Meglio passare alla formula. Come ando’ ? Come da copione, un mega biberon di latte e biscottino e la bambina cadde in un sonno profondo ed ininterrotto, dunque nella mia mente, la conferma che tutti i medici, come ovvio, avevano ragione, il mio latte era  poche e poco nutriente. Applauso generale di vicini e parenti per la saggia scelta di non affamare la creatura. Povera me e povera la mia bimba. Quanto dolore poteva essere evitato. Di quanta gioia e serenita’ avremmo potuto godere.

Mi sento triste solo a rileggere, ma spero vivamente che la mia esperienza possa essere utile.

La prossima settimana parlero’ dell’esperienza con i miei gemelli.

08072014804James allattato a 25 mesi

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One thought on “Storie di latte

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