Storie di latte – terza parte

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                                     Ovvero : inizio ad avere dei dubbi, la rinascita si avvicina

Quando i gemelli avevano 10 mesi sono rimasta incinta nuovamente ( si ho sempre desiderato una famiglia numerosa ). Ho lasciato il mio lavoro da terapista iper-precario ed ho vissuto la gravidanza a casa con i piccolini ( Gaia andava al nido 😦 ) . L’inizio e’ stato traumatico, non avevo mai fatto la casalinga, cercavo di gestire i bimbi secondo le varie regole auree del mainstream, pochi ”vizi”, basso contatto, regole ferree. Risultato : tragedia. Mi sentivo una condannata, i bambini dei nemici da combattere, che facevano di tutto per rovinarmi le giornate ed i piani. In questo marasma, fortunatamente trovai su internet ( stiamo parlando del pre-adsl ) i primi blog e siti sull’attachment parenting. Ero incredula. Niente inflessibilita’, niente punizioni, vicinanza con i bimbi e mamme felici. MAMME FELICI !! Non mamme finte, prive di problemi, ma mamme che vivevano con gioia, serenita’ e soddisfazione la maternita’. Allora non lo sapevo, ma quello era l’inizio del cambiamento piu’ profondo che potessi vivere nella vita. Adesso sono una persona diversa. Completamente diversa.

Ma torniamo all’argomento principale, l’allattamento.

Con questo profondo cambiamento in atto provai persino a chiedere un VBAC, ma il solito terrorismo psicologico mi fece desistere. Cesareo, il secondo, andato meglio del primo quantomeno, e tanta volonta’ di allattare. Di fronte alla mia determinazione, guarda caso alla bambina viene diagnosticato un ittero e viene trattenuta in ospedale ed io vengo rimandata a casa. Questa volta sono piu’ agguerrita, dunque mi tiro il latte giorno e notte. La mattina presto mio marito lo porta in ospedale e quando vado io il pomeriggio ( come al solito mi viene concessa solo la solita misera ora sulla scomoda sedia ) porto altri due biberon di latte mio.

Adesso quello che successe ha dell’incredibile. Dopo qualche giorno fermai un medico per sapere quando avrebbero dimesso la bimba, se l’ittero andava meglio, ed il signor dottore mi risponde in modo arrogante ” certo che l’ittero va meglio, qui noi le diamo da mangiare, mica come lei che si era messa in testa di darle solo il suo latte, la stava affamando, tuttavia la bimba continua a perdere peso dunque la dobbiamo trattenere ” ??? continua a perdere peso ??? Porgendo al medico tutto il latte che mi ero tirata gli suggerisco di verificare se la piccola per caso non potesse avere un’infezione alle vie urinarie come era gia’ successo ad uno dei fratelli. Mi viene detto con sufficienza che avrebbero verificato, ma che sicuramente il problema era che non volevo passare al latte artificiale ma mi ostinavo a volerle dare anche il mio latte.

Devo dirlo ? Anche lei aveva un’infezione alle vie urinarie. Ma non ho ricevuto mai delle scuse per le parole offensive ricevute, ne’ spiegazioni su come due dei miei figli avessero potuto contrarre un infezione in quello stesso reparto.

Dopo un decina di giorni finalmente la mia piccola torna a casa. Non sono mai riuscita ad attacarla al seno, ma almeno le ho dato il mio latte tirato per un mese e mezzo circa, poi ho rinunciato. Ma almeno il seme del cambiamento era stato piantato.

Con questa storia di latte si conclude la parte ‘fallimentare’ della mia esperienza. Penso che sia comunque importante raccontarla per molti motivi. Per incoraggiare tutte le mamme a combattere per i propri diritti e per quelli del loro bambino. Per incoraggiare tutte le mamme a documentarsi e a decidere sempre con la propria testa, senza farsi spaventare dai paroloni e dalle convenzioni, Per rivendicare il diritto che abbiamo di cambiare, di diventare diversi, di abbracciare idee e strade e diverse, di sbagliare, chiedere perdono agli altri e a noi stessi ( io ho spiegato ai miei primi quattro figli che loro non sono stati allattati e perche’ e che e’ importante che non commettano i miei errori quando saranno genitori a loro volta ) e ricevere perdono.

Ma soprattutto per dimostrare che tutte le mamme hanno il latte e possono nutrire il loro piccolo di sostanza e amore se solo vengono lasciate libere di seguire il loro istinto e viene data loro piena fiducia. Quello che ho vissuto e vivo con Jimmy, se paragonato a cio’ che ho vissuto con gli altri bambini mi sembra ancora incredibile, e’ come aver vissuto due vite.

26062014803James allattato a due anni

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