Abbiamo visite

Da qualche giorno e’ arrivata la mia mamma dall’Italia, dunque non ho molto tempo da dedicare al mio angolino. Ho ancora due storie di latte da scrivere ( cerchero’ pubblicare la terza nel week-end ) e sto lavorando ad alcuni progetti di cui parlero’ al momento giusto 🙂 .

Intanto ecco alcune foto della nostra vacanza in Italia, in particolare Jimmy alle prese con il suo primo giro in giostra ( qui in Finlandia non ci sono le ‘giostre’, ci sono i grandi parchi di divertimenti o i parchi giochi, ma non le classiche giostrine ( almeno a Roma sono molto comuni ). E’ sempre un emozione ( per me soprattutto ) poi con Jimmy non sono neanche salita con lui, visto che i fratelli e le sorelle non vedevano l’ora di portarlo.

Risultato ? A Jimmy non ha fatto molto effetto, anzi quasi fastidio, dunque il giro non e’ stato piu’ ripetuto. Il mio bambino campagnolo non apprezza molto questi passatempi ‘cittadini’ 🙂

 

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A presto  !

Storie di latte – seconda parte

Alle prese con i gemelli ”

Per leggere la prima parte andare —->   qui

Quando la mia prima bimba aveva 2 anni sono arrivati due gemelli. Gia’ sull’allattamento dei gemelli viene detto di tutto e di piu’, (quando in realta’ ho poi conosciuto moltissime donne che hanno allattato con successo due o anche tre gemelli) se poi hai un precedente di ‘allattamento fallito’, un parto cesareo molto traumatico, due gemelli prematuri di 5 settimane con varie problematiche non e’ che l’allattamento fallisce, ma non parte proprio. Tuttavia, anche in questo caso, riguardando cio’ che e’ successo con occhi nuovi e con una consapevolezza diversa, le cose avrebbero potuto andare molto diversamente.

Per prima cosa il parto. Il cesareo mi fu consigliato con un sottile terrorismo psicologico. Il primo gemello era cefalico e ben posizionato, il secondo era podalico. Mi fu detto che certo, io potevo partorire il primo naturalmente ( vabbe’ il naturale ospedaliero in ogni caso sic! ) ma che quasi sicuramente non sarebbero riusciti a far girare il secondo e a quel punto avrei subito un cesareo d’urgenza cosa che era meglio evitare. Cosi’ accettai l’idea del cesareo. Tuttavia i miei gemellini non erano sicuramente d’accordo con la data scelta, visto che entrai in travaglio circa tre settimane prima … di sabato sera … Sabato sera vuol dire essere attaccati ad una flebo fino al lunedi … a piangere pensando alla mia piccolina a casa senza la sua mamma.

Il lunedi finalmente mi viene praticato il cesareo, trauma grandissimo, in anestesia generale contro la mia volonta’. SI CONTRO LA MIA VOLONTA’. Dopo il parto solo una dottoressa piu’ onesta delle altre mi ha detto la verita’ : l’anestesia generale e’ molto piu rapida da praticare e visto che ero l’ultimo parto del turno volevano sbrigarsi. Sono ancora incredula dopo 12 anni.

Per farla breve i gemelli rimasero in ospedale due settimane per una infezione alle vie urinarie ( presa come ? Mai mi fu detto ) ed io fui mandata a casa dopo tre giorni, senza alcuna indicazione di tirarmi il latte o altro. ‘unica cosa che mi era permessa era di recarmi in ospedale il pomeriggio per un ora, UN ORA, e allattare uno solo dei gemelli a discrezione del personale senza mai poter vedere l’altro. Ricordo ancora la stanza squallida e la sedia scomoda su cui reduce dal cesareo e con il cuore a pezzi perche’ i miei neonati era in ospedale, provavo ad allattare il piccolino di turno con un’infermiera che mi urlava di attaccare meglio il bambino manipolandomi il seno con molta poca grazia.  La fine della storia ? Dopo questo inferno quando i miei bimbi sono tornati a casa con me, non mi e’ passato neanche per la testa di provarli ad allattare. Mi bastava di averli li’ con me, ed inoltre, la mia autostima e la fiducia nelle mie capacita’ era stata minata gravemente durante il parto ed il ricovero dei bambini.

Perche’ non mi sono ribellata ? Non lo so. Tutti intorno a me sembravano trovare quello che stava succedendo sensato. Il sistema mi aveva letteralmente irretito, ingoiato, lobotomizzato. Io che mi sentivo cosi’ emancipata, cosi’ libera, in realta’ avevo perso completamente quella forza ancestrale che lega una madre ai suoi cuccioli. Le mie liberta’ erano come l’ora d’aria per il carcerato, ma non me ne rendevo conto. Ancora una volta non posso far altro che chiedere perdono ai miei piccoli e scusarmi con loro.

Spero veramente dal profondo del cuore di poter evitare questo dolore ad altre mamme e bambini.

19072012116James che dorme sul mio petto dopo la poppata a pochi giorni di vita.

Adesso come allora 🙂

 

 

 

Storie di latte

L’allattamento e’ un argomento che mi sta molto a cuore. Il mio quinto bambino e’ ancora felicemente allattato a 26 mesi. E’ la prima volta che riesco ad allattare. Si, LA PRIMA VOLTA CHE ALLATTO PER PIU’ DI POCHE SETTIMANE !! Fino a prima della nascita di James non aver mai realmente allattato era per me un grandissimo dolore. Gia’ i parti non erano stati fantastici e poi anche gli allattamenti falliti. Non il massimo per l’autostima di una (allora) giovane mamma. E poi, come per ”magia” tutti i problemi, le difficolta’, la mancanza di latte e la sua scarsa qualita’ sono scomparsi, ed il mio latte c’e’, abbondante, nutriente e facilmente disponibile.

Spero che la mia esperienza possa aiutare, incoraggiare o donare speranza ad altre donne, altre mamme, che altro non sono che amiche che ancora non conosco 🙂

Essendo una storia lunga ben 14 anni la dividero’in diverse parti, penso quattro o cinque.

Ma adesso torniamo indietro nel tempo, a 14 anni fa, quando un giovane studentessa universitaria di 24 anni stava per avere la sua prima bambina.

” La nascita di una mamma, ovvero i consigli da non dare ”

All’epoca ero una brava studentessa universitaria, studiando in area medica ero convinta che i medici avessero la verita’ in tasca sempre. Non mi passava per la mente che interessi economici potessero influenzare cio’ che dicevano o in un certo senso imponevano ai propri pazienti. A pensarci ero sicuramente ingenua, ma anche piena di fervore per cio’ che facevo, l’amore che animava me lo vedevo negli altri.

All’avvicinarsi del parto nell’ospedale che (purtroppo) avevo scelto mi viene data la lista di cose da portare. Accanto a vestiti e vestitini nella lista c’erano anche ciuccio e biberon. Ed io da brava pecorella ho subito introiettato l’idea implicita che se persino per due o tre giorni di ospedale c’era bisogno del biberon allora era quasi scontato che non avrei potuto allattare ( inoltre ne’ mia madre ne’ mia nonna avevano allattato …. ) cosi io e il mio giovane marito ci munimmo subito di un set completo di biberon di tutte le misure, sterilizzatore (!!!!) e succhiotti di ogni tipo.

Nata la mia bimba vengo dimessa con un libretto dove mi veniva spiegato come occuparsi della neonata una volta a casa, di nuovo bel colpo all’autostima, sono cosi’ incapace che ho bisogno di un vademecum passo passo per non farle del male, non affamarla e non vizirla (!!!! adesso mi arrabbio solo a ripensarci, come ho potuto essere cosi’ sciocca, cosi’ remissiva … povera giovane me !! )

Sul libercolo erano riportati gli orari rigidi a cui dovevo allattare la bambina, con le quantita’ di latte che doveva prendere e la MARCA del latte in polvere con cui darle l’aggiunta.  Si perche’ ad ogni poppata ( che non doveva durare per piu’ di 5-10 minuti per ogni seno !!!!! Aaargh ! Come mi vergogno di aver creduto a queste cose, e chissa’ quante altre giovani donne hanno percorso la stessa triste strada ) dovevo pesare la bimba, allattarla per 10-20 minuti in tutto, pesarla di nuovo ( avete presente, staccare un bambino che vuole poppare e provarlo a pesare mentre piange disperato e tu sei piu’ disperata di lui ) fare i dovuti conti e darle l’aggiunta.

Un incubo. Giuro un incubo. Anche perche’ ovviamente dopo questa poppata la povera creatura avrebbe dovuto addormentarsi nella sua carrozzina, e invece piangeva e a me nella testa rimbombavano le raccomandazioni di non tenerla troppo in braccio, quando io avrei voluto solo stringerla e coccolarla. Insomma dopo tre mesi di inferno la pediatra decreto’ che ovviamente non avevo latte a sufficienza e che questo inutile provare e riprovare esauriva me e sicuramente era inutile per la bimba. Meglio passare alla formula. Come ando’ ? Come da copione, un mega biberon di latte e biscottino e la bambina cadde in un sonno profondo ed ininterrotto, dunque nella mia mente, la conferma che tutti i medici, come ovvio, avevano ragione, il mio latte era  poche e poco nutriente. Applauso generale di vicini e parenti per la saggia scelta di non affamare la creatura. Povera me e povera la mia bimba. Quanto dolore poteva essere evitato. Di quanta gioia e serenita’ avremmo potuto godere.

Mi sento triste solo a rileggere, ma spero vivamente che la mia esperienza possa essere utile.

La prossima settimana parlero’ dell’esperienza con i miei gemelli.

08072014804James allattato a 25 mesi

Lavori estivi

Homelearning never stops ! 🙂 Questa estate fervono progetti creativi, scentifici, manuali di tutti i tipi e che coinvolgono tutti. E’ bello rendersi conto di come i miei pulcini stiano imparando a volare 🙂 e ognuno di loro segua la sua unica e personale rotta. Non la mia, non quella del padre, ma la loro.

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Vulcano con bicarbonato, aceto e colorante

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Jimmy ed i suoi acquarelli giganti

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Gaia ed il cestone-pantalone in cartapesta

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Ed ecco il tavolino realizzato da Gaia per la sua camera.

Lo ha dipinto di bianco e poi con un po’ di aiuto …

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🙂

Lo ha decorato

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Andranno bene come compiti per le vacanza ? 🙂

Mi presento

Mi chiamo Flavia, ho 38 anni e cinque figli, da tre anni vivo in Finlandia.

Siamo homeschooler, ovvero i miei bimbi\ragazzi non vanno a scuola, passiamo il tempo insieme imparando, divertendoci, studiando cio’ che ci interessa di piu’, ma soprattutto creando ricordi che restino con noi per sempre.

Mi piace molto la fotografia, la cucina, l’uncinetto ed il disegno ( in questo periodo utilizzo soprattutto gli acquarelli ), mi piace l’artigianato e mi cimento con diversi materiali e tecniche. Scrivo storielle e filastrocche e le illustro e spero di mostrarne alcune qui, nel mio angolino di web 🙂

Ho esperienza nel campo dell’allattamento ( il mio quinto bimbo e’ felicemente allattato a richiesta da ben due anni ) e dell’allattamento fallito ( per ben quattro volte non sono riuscita ad allattare per piu’ di poche settimane ) cerchero’ pian piano di condividere le mie esperienze sperando che possano essere utili ad altre mamme.

Penso che queste righe mi descrivano abbastanza bene 🙂 un caro saluto a chiunque passi di qui !

questa sono io !

Eccomi !